Discussione Domande
Di seguito alcune domande che vale la pena di esaminare:
- Quali procedure vengono utilizzate dalla polizia nel corso degli arresti? E come contribuiscono tali procedure a rendere le persone confuse, spaventate e de-umanizzate?
- Se fossi stato una guardia, che tipo di guardia saresti diventato? Quanto ne sei sicuro?
- Cosa impedì alle “guardie buone” di opporsi o revocare gli ordini delle guardie severe o più cattive?
- Se fossi stato un prigioniero, saresti stato in grado di resistere a un esperienza simile? Cosa avresti fatto di diverso rispetto a ciò che fecero quei soggetti? Se fossi stato in un “vero” carcere per cinque o più anni, avresti retto?
- Perché i prigionieri cercarono di cambiare le regole arbitrarie della nostra prigione (creando ad esempio un Comitato Reclami) invece di provare a chiedere aiuto all’esterno?
- Quali fattori indussero i prigionieri ad attribuire la brutalità delle guardie alle caratteristiche di personalità di queste ultime piuttosto che alla situazione?
- Cos’è la “realtà” in un carcere? Questo è uno studio in cui è stata creata una percezione illusoria dell’essere in prigione, ma quand’è che tale percezione diventa reale? Metti in contrapposizione la realtà consensuale con quella fisica o biologica, e spiega le implicazioni della seguente poesia (di PGZ):
Dentro l’illusione della vita,
la Morte è l’unica realtà,
ma
è la Realtà l’unica morte?
Dentro la realtà del carcere,
l’Illusione è l’unica libertà,
ma
è la Libertà l’unica illusione?
- Cos’è l’identità? C’è un nucleo della tua identità differente rispetto a come ti definiscono gli altri? Quanto sarebbe difficile trasformare una persona in qualcun altro con una nuova identità?
- Pensi che ragazzi vissuti nei ghetti o provenienti da un ceto sociale più basso avrebbero sperimentato gli stessi crolli emotivi mostrati dai nostri prigionieri? Perché? E le donne?
- Dopo lo studio, come pensi si siano sentiti prigionieri e guardie rivedendosi con gli stessi abiti civili e vedendo la loro prigione trasformata nuovamente in un dipartimento con aule e laboratori?
- Andando al di là delle prigioni fisiche, fatte di cemento e barre d’acciaio, quali prigioni psicologiche creiamo per noi stessi e per gli altri? Se le prigioni sono viste come luoghi in cui viene limitata la libertà individuale, come si differenziano da quelle che creiamo col razzismo, sessismo o discriminazione degli anziani? Ampliate la discussione concentrandovi su:
- La prigione di quei matrimoni in cui uno dei due diventa “guardia” e l’altro “prigioniero”
- La prigione di quelle nevrosi in cui un aspetto della persona funge da prigioniero e l’altro da guardia
- La prigione silenziosa della timidezza, in cui la persona timida è al tempo stesso la propria guardia e il proprio prigioniero
- E’ stato corretto da un punto di vista etico condurre questo studio? E’ stato giusto far soffrire i partecipanti allo scopo di aumentare la conoscenza scientifica? (Sebbene la lettura di questo sito possa indurre a pensare il contrario, gli sperimentatori non presero affatto alla leggera questo interrogativo)
- Come possono essere paragonati i dilemmi di carattere etico di questa ricerca con quelli sollevati dagli esperimenti sull’obbedienza di Stanley Milgram? Sarebbe stato meglio se questi studi non fossero mai stati condotti?
- Se fossi stato tu lo sperimentatore incaricato di condurre un simile studio, lo avresti fatto? Lo avresti concluso in anticipo? Avresti condotto un successivo studio di approfondimento?
- Come possiamo cambiare le nostre carceri, come la Prigione Attica, visto che sono progettate per operare quasi in segretezza e opporsi alla valutazione critica di contribuenti e legislatori?
- Sapendo ciò che questa ricerca mette in luce circa il potere esercitato dalla prigione sulla natura umana, quali consigli daresti per cambiare le strutture penitenziarie nel tuo paese?